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DOVE Viaggi Cultura Stili di Vita - Dicembre 2006 / Gennaio 2007
"Nuove manie: le trattorie-negozio"

Vivi Milano

Antipasto di salumi misti della casa. Come primo, un piatto di tortellini, preparati a mano secondo la migliore tradizione. A seguire, arrosti e bolliti misti, e per chiudere in bellezza un tagliere di formaggi di malga. Il tutto accompagnato da ottimi vini del territorio. La cena in trattoria è stata una gioia per il palato, e il conto è onesto. Ma la festa non finisce a tavola: si esce dalla sala e si passa nell’adiacente bottega, gestita dallo stesso titolare del ristorante, per fare incetta di prodotti appena gustati.
Fare la spesa nello stesso posto in cui si è mangiato, con prodotti tipici del territorio a prezzo contenuto: la tradizione delle vecchie osterie di paese torna di moda. E sono sempre di più le trattorie con annessa bottega. Ecco le migliori scovate da DOVE. Che segnala anche due locali in città, a Milano e a Napoli, di cucina regionale, per acquistare golosità di comprovata tradizione.
Nella metropoli lombarda arie d’opera accompagnano i menu rustici della Salsamenteria Verdiana, che dopo aver aperto con successo un primo ristorante ne ha appena inaugurato un altro in Foro Buonaparte, di fronte al Teatro Strehler. I locali rispettano lo stile delle salsamenterie parmensi di fine Ottocento, dove si vendeva solo il meglio dei prodotti tipici del territorio. Rustici con tavoli di legno massiccio e sedie impagliate da osteria di campagna, dove si mangiava a tutte le ore. La Salsamenteria di foro Buonaparte, a differenza di quella di via San Pietro all’Oto che apre verso mezzogiorno, offre anche un servizio di caffetteria dalle otto e mezzo del mattino, con brioche e cappuccino. All’ingresso, accanto al banco con salumi, formaggi e pane di montagna c’è qualche tavolo. Si pranza nella saletta adiacente, sotto il grande ritratto di Giuseppe Verdi, le cui arie accompagnano gli avventori fino a sera. Dopo le 20, invece, musica con cantanti d’opera e virtuosi di strumenti come l’arpa o il violoncello. Lasciandosi trasportare dalla lirica (il propietario, Gianluca Binini, è originario di Busseto) si gustano i tipici affettati del Parmense, dal culatello al salame di felino, alla spalla cotta di San Secondo, accompagnati dal pane cotto nel forno a legna, per passare poi ai classici cappelletti in brodo con ripieno di Parmigiano, ai tortelli di erbette, alle lasagne. Tra i secondi, zamponi, cotechini e un ricco carrello di bolliti (solo la sera e la domenica a pranzo). Un pezzo di Parmigiano o di stracchino fresco artigianale, accompagnati da salsine, completano il pranzo.
I vini vengono serviti nelle scodelle di ceramica, come si usava nelle osterie di paese. Il conto non supera mai i 20 euro. Ma il bello è che dopo la cena si possono acquistare tutti i prodotti. Gli affettati vengono messi sottovuoto per una più lunga conservazione. I prezzi? La spalla cotta di San Secondo e il salame di Felino costano 3,50 euro l’etto, il culatello 10,50, il Parmigiano 15,50 al chilo. Su richiesta si confezionano e spediscono i cesti natalizi.

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